Nel pomeriggio di ieri, il Senato ha approvato all'unanimità la risoluzione riguardante i giochi dopo aver ascoltato le relazioni preparate e discusse dalla Commissione Antimafia. L'obiettivo è colpire ogni tipo di infiltrazione mafiosa.
Nel pomeriggio di ieri, il Senato ha approvato all'unanimità la risoluzione riguardante i giochi dopo aver ascoltato le relazioni preparate e discusse dalla Commissione Antimafia. L'obiettivo è colpire ogni tipo di infiltrazione mafiosa.
Nel pomeriggio di ieri, il Senato ha approvato all'unanimità la risoluzione riguardante i giochi dopo aver ascoltato le relazioni preparate e discusse dalla Commissione Antimafia. L'obiettivo è colpire ogni tipo di infiltrazione mafiosa.
Quando si apre un mercato miliardario, come quello dei giochi e dei casino online, in Italia la macchina vigile della criminalità organizzata non si lascia mai sfuggire l'occasione di allungare i propri tentacoli. Dopo l'allarme lanciato dalla Commissione Antimafia, il Senato ha approvato una nuova risoluzione che dovrebbe dare un giro di vite ai controlli sulle licenze.
Le vlt sono le più “attenzionate” dalla criminalità organizzata
E per una volta lo ha fatto mettendo d'accordo tutti: su 221 votanti nessuno ha espresso parere contrario e solo un senatore si è astenuto. Il fulcro della risoluzione è la modifica dell'articolo 88 del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), che nelle intenzioni servirà ad assicurare che prima di rilasciare licenze di gioco vegano effettuati dei controlli seri e approfonditi sia sui futuri amministratori sia sui bilanci della società concessionaria.
Questo il più importante argomento, anche se non è l'unico oggetto di modifica. Verranno toccate, infatti, anche le disposizioni in materia della tracciabilità dei flussi finanziari, del gioco minorile e del divieto di pubblicità. Ma chiaramente la priorità andrà alla necessità di tenere la criminalità organizzata lontano dai giochi.
Le slot machine fanno la parte del leone nella raccolta
Come ha fatto notare il senatore del Pdl Antonino Caruso, membro della Commissione Antimafia, una parte consistente dei 70 miliardi di euro l'anno che vengono movimentati dai giochi finisce nelle tasche delle mafie, che controllano in maniera più o meno diretta diversi segmenti dei giochi in Italia. Caruso ha parlato di “capitali di avviamento che sono stati l'espediente per ripulire i traffici mafiosi”; in altre parole, riciclaggio di denaro sporco.
Gli ha fatto eco Luigi Li Gotti, il relatore della Commissione Antimafia, che ha fatto notare come secondo i dati raccolti dalla Guardia di Finanza il volume di denaro generato dal gioco illecito superi di tre volte quello generato dal gioco legale. Questo nonostante gli sforzi dell'AAMS di controllare soprattutto le macchine installate nei vari centri, tramite l'introduzione delle smart card (l'unico modo per farle funzionare). Sembra infatti che ancora una volta le mafie abbiano trovato immediatamente la contromisura, installando dei chip in grado di trasmettere solo il 20% delle scommesse, oppure trasformando le macchine impossibilitate a erogare vincite in denaro in giochi capaci di erogare soldi veri.
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Scritto da CIW Staff