Secondo la Commissione Europea, gli Stati facenti parte dell'Unione hanno il diritto di applicare al gioco online delle aliquote fiscali più leggere di quelle applicate al gioco terrestre. Respinto un ricorso di una associazione danese.
Secondo la Commissione Europea, gli Stati facenti parte dell'Unione hanno il diritto di applicare al gioco online delle aliquote fiscali più leggere di quelle applicate al gioco terrestre. Respinto un ricorso di una associazione danese.
Secondo la Commissione Europea, gli Stati facenti parte dell'Unione hanno il diritto di applicare al gioco online delle aliquote fiscali più leggere di quelle applicate al gioco terrestre. Respinto un ricorso di una associazione danese.
La decisione presa ieri dalla Commissione Europea è di quelle destinate a fare rumore. Detto in soldoni, il gioco online (quindi casinò, scommesse sportive e così via) potrà godere di un regime fiscale più basso rispetto al “cugino” terrestre. Ciascuno Stato membro dell'Unione avrà il diritto di scegliere se usufruire di questa opportunità o meno.
La sede della Commissione Europea
Ma come si è arrivati a questa decisione, per certi versi storica? Tutto è nato da un ricorso presentato dall'Associazione Danese delle Slot Machine contro il Gaming Act 2010, legge che in Danimarca è servita ad aprire e regolamentare il gioco online. Una legge, appunto, che permetteva agli operatori del gaming via Internet di applicare aliquote fiscali più basse di quelle riservate al normale gioco terrestre.
C'è voluto quasi un anno prima che la Commissione Europea si esprimesse, come abbiamo detto a favore del diverso regime fiscale. Secondo la Commissione, tale provvedimento è assolutamente conforme alle regole sugli aiuti di Stato; inoltre, sempre secondo la UE, citando dal comunicato ufficiale, “gli effetti positivi della liberalizzazione del settore hanno predominanza sulle possibili distorsioni della concorrenza”.
Non poteva che essere entusiastica la risposta della European Gaming and Betting Association, per bocca del suo segretario Sigrid Ligne. Ligne si è detto assolutamente soddisfatto dell'esito di questa querelle, giustificato secondo lui dalla diversa competitività a cui sono sottoposti gli operatori del gaming online rispetto a quelli terrestri.
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Scritto da CIW Staff