Visto che la lista nera non è riuscita ad arginare completamente il fenomeno, il Ministero dell’Economia ha deciso di andare direttamente alla fonte, parlando con i principali provider.
Visto che la lista nera non è riuscita ad arginare completamente il fenomeno, il Ministero dell’Economia ha deciso di andare direttamente alla fonte, parlando con i principali provider.
Visto che la lista nera non è riuscita ad arginare completamente il fenomeno, il Ministero dell’Economia ha deciso di andare direttamente alla fonte, parlando con i principali provider.
Nonostante gli sforzi dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, ormai diventata Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il fenomeno dei siti di gambling illegali è ancora piuttosto forte in Italia. La blacklist, che recentemente ha compiuto 8 anni, conta circa 5.000 siti bloccati: tuttavia non è ancora sufficiente.
In molti casi, infatti, ai siti in questione basta cambiare dominio per continuare ad agire indisturbati o quasi. Un trend che però il Ministero dell’Economia e delle Finanze non è più disposto a tollerare. Per mettere freno al proliferare di bookmaker, poker room e siti di casinò online illegali, il Tesoro ha deciso di contattare direttamente i provider.
Playtech ha già dato la sua disponibilità a spostare i conti di gioco dai siti illegali a quelli autorizzati, e così dovrebbero fare tutti gli altri grandi provider come Microgaming e Net Entertainment. Anche perché altrimenti queste società rischiano grosso, come rende noto Milano Finanza – noto portale che si occupa di business e finanza.
Qualora i provider non dovessero recepire il messaggio del Ministero dell’Economia, infatti, rischierebbero un intervento del Tesoro presso le autorità direttamente del paese in cui sono situati i provider stessi, con conseguenti probabili sanzioni e provvedimenti. Provider avvisati, mezzi salvati!