Dal Comune arriva l’aut-aut: o si raggiunge il pareggio di bilancio già a partire dal 2012, oppure la Casino Spa, che gestisce il Casino Municipale di Sanremo, andrà incontro al peggio: il rischio, purtroppo, è quello del fallimento.
Dal Comune arriva l’aut-aut: o si raggiunge il pareggio di bilancio già a partire dal 2012, oppure la Casino Spa, che gestisce il Casino Municipale di Sanremo, andrà incontro al peggio: il rischio, purtroppo, è quello del fallimento.
Dal Comune arriva l’aut-aut: o si raggiunge il pareggio di bilancio già a partire dal 2012, oppure la Casino Spa, che gestisce il Casino Municipale di Sanremo, andrà incontro al peggio: il rischio, purtroppo, è quello del fallimento.
I rubinetti sono chiusi. Potremmo riassumere così il pensiero dell’amministrazione comunale nei confronti del Casino di Sanremo, e in particolare della Casinò Spa che lo gestisce: niente più interventi da parte del comune per ripianare i debiti dell’azienda. Tradotto in soldoni: o si raggiunge il pareggio di bilancio, o altrimenti si rischia il fallimento.
Non c’è pace per il Casino di Sanremo
In realtà il sindaco Zoccarato avrebbe voluto andarci leggermente più leggero, nella delibera che ha sancito la nuova mano pesante dell’amministrazione. Avrebbe voluto inserire la dicitura “tendere al pareggio di bilancio nel 2012”, ma i suoi assessori hanno deciso per un più perentorio “arrivare al pareggio”. E ora il Casino di Sanremo rischia.
Rischia perché il comune si rifiuterà di ripianare ai debiti, come ha sempre fatto nel corso degli ultimi anni. La Casino Spa dovrà dunque procedere all’ennesimo taglio dei costi: non è bastato, infatti, passare dai 52 milioni del 2010 ai 47,6 previsti per quest’anno. Gli incassi dovrebbero assestarsi sui 50 milioni (invece dei 56 previsti), ma visto che il casino si tiene solo l’81%, il saldo sarà nuovamente negativo.
D’altro canto il sindaco Zoccarato si è detto comunque disposto a dare manforte alla Casino Spa nell’approvazione di una ricapitalizzazione da 15,5 milioni di euro, con relativo piano di impresa. L’ipotesi più drastica sarebbe lasciare al Casino di Sanremo il 90% degli introiti (invece dell’81%), ma questo vorrebbe dire che a rimetterci sarebbe proprio il comune. La situazione non è mai stata così drammatica.
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