Non si spengono le polemiche sulla decisione del governo di abbassare a 1.000 euro l'uso dei contanti. Stavolta, in difesa dei casino italiani, sono accorsi i sindacati, tramite l'ennesima lettera aperta. Si cerca almeno un confronto.
Non si spengono le polemiche sulla decisione del governo di abbassare a 1.000 euro l'uso dei contanti. Stavolta, in difesa dei casino italiani, sono accorsi i sindacati, tramite l'ennesima lettera aperta. Si cerca almeno un confronto.
Non si spengono le polemiche sulla decisione del governo di abbassare a 1.000 euro l'uso dei contanti. Stavolta, in difesa dei casino italiani, sono accorsi i sindacati, tramite l'ennesima lettera aperta. Si cerca almeno un confronto.
“L'abbassamento a 1.000 euro dell'uso del denaro contante provocherebbe una crisi irreversibile dei casino italiani, con conseguenze gravissime per il personale”. Parole e musica di Snalc e Savt, due sigle sindacali che hanno voluto lanciare anche il loro appello per andare incontro alle esigenze dei quattro casino italiani.
La preoccupazione dei sindacati verso i lavoratori dei casino
Lo hanno fatto tramite una lettera aperta, inviata non solo ai rappresentanti dei casino italiani stessi, ma anche al governo Monti. L'obiettivo è quello di organizzare un incontro al più presto, per cercare una soluzione che possa accontentare tutti. Ma la sensazione è che, almeno per il momento, il governo abbia ben altro per la testa.
Nei giorni precedenti all'approvazione della manovra, ci aveva provato anche l'ECA, la European Casino Association, a intervenire a favore dei quattro casino italiani, sottolineando come l'abbassamento dell'uso contanti a 1.000 euro avrebbe danneggiato un mercato già in difficoltà, ma anche quell'appello è caduto nel vuoto.
A nulla sono valsi neppure gli sforzi dei senatori Fosson, Boscetto e Butti, che in extremis avevano proposto un emendamento per permettere ai casino italiani di utilizzare un tetto all'uso dei contanti fissato a 5.000 euro (come succedeva per tutti gli italiani prima di agosto). Tuttavia, la decisione del governo di chiedere il voto di fiducia rese vano qualsiasi tentativo di mediazione.
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Scritto da CIW Staff