L'idea di privatizzare i casino di Venezia non è piaciuta a molti degli esponenti politici. Durante l'ultimo consiglio comunale, due consiglieri uno del PD e l'altro del PDL, hanno protestato di fronte a questa possibilità di vendita.
L'idea di privatizzare i casino di Venezia non è piaciuta a molti degli esponenti politici. Durante l'ultimo consiglio comunale, due consiglieri uno del PD e l'altro del PDL, hanno protestato di fronte a questa possibilità di vendita.
L'idea di privatizzare i casino di Venezia non è piaciuta a molti degli esponenti politici. Durante l'ultimo consiglio comunale, due consiglieri uno del PD e l'altro del PDL, hanno protestato di fronte a questa possibilità di vendita.
Come raccontato qualche tempo fa sul nostro sito (per accedere all'articolo, cliccare qui: Casino news: futuro straniero per Venezia?) il comune di Venezia starebbe trattando con alcuni investitori esteri per la vendita dei casinò veneziani a privati, come ad esempio la statunitense Caesars Entertainment.
Quale sarà il futuro per le case da gioco Veneziane?
Questa possibilità, però, non è piaciuta a due esponenti politici, Jacopo Molina (PD) e Marta Locatelli (PDL) che in occasione dell'ultimo consiglio comunale hanno criticato tale scelta, chiedendo di fatto l'annullamento di qualsiasi trattativa in corso.
Un attacco bipartisan al sindaco della città lagunare. La verità è che si vuole ipotecare il futuro delle case da gioco, dei suoi interessi e della professionalità dei dipendenti per risolvere la drammatica crisi finanziaria del comune. Secondo tutti gli esponenti politici il sindaco vuole risanare subito le casse comunali, senza però tenere a mente che per un lungo periodo di tempo, si parla di 20-25 anni, le casse del comune dovranno rinunciare agli introiti derivati dai casinò lagunari.
Scritto da CIW Staff