Casinò e Celebrità: uno dei più grandi giocatori d’azzardo nella Storia fu il Re d’Inghilterra Enrico VIII

Chi non conosce il Re Enrico VIII, creatore della Chiesa d’Inghilterra e primo a legalizzare il divorzio: non a caso ebbe sei mogli e a due fece anche tagliare la testa. Eppure non tutti sanno che era anche un grande giocatore d’azzardo, forse solo un po’ sfortunato.

Chi non conosce il Re Enrico VIII, creatore della Chiesa d’Inghilterra e primo a legalizzare il divorzio: non a caso ebbe sei mogli e a due fece anche tagliare la testa. Eppure non tutti sanno che era anche un grande giocatore d’azzardo, forse solo un po’ sfortunato.

 

Enrico VIII amava la musica, fare sport, mangiare, bere e giocare d’azzardo. Durante il suo regno ha sfidato chiunque e giocato di tutto, tanto che fu anche soprannominato “Il giocatore d’azzardo numero uno in Inghilterra”. Un appellativo che forse lui stesso si donò, tanto era edonista.

 

Ma… nonostante questa sua passione per il gioco, Enrico VIII in realtà non era poi così bravo, anzi viene ricordato come un pessimo giocatore. Non era bravo, ma era anche assai sfortunato, tanto che veniva considerato anche come il giocatore più sfortunato della storia.

 

I giochi preferiti da Re Enrico VIII erano diversi, ma a Sua Maestà pare piacesse giocare per le strade di Londra a ‘Bragg’, un gioco di carte che molti indicano come un’antenato del poker. Altri giochi popolati in quel periodo erano poi la Dama e ‘Fox & Geese‘, un gioco quest’ultimo d’inseguimento. Il Re si divertiva anche a giocare a ‘Tables’, antenato del backgammon, e a pizzare ogni tipo di scommessa possibile in tornei di arco o di altre discipline.

 

E all’epoca esistevano anche già i dadi ed Enrico VIII in un solo lancio si giocò le campane della Chiesa di St. Paul, ovviamente perdendole. E a chi storse il naso davanti a questa sua folle scommessa, lui rispose che erano solo dei pezzi di metallo di basso valore.

 

A vincere le campane fu Sir Miles Partridge. Ma subito dopo averle ricevute, Re Enrico VIII lo condanno per tradimento e lo fece impiccare davanti la Torre di Londra, in modo che tutti guardassero. Il Re si dedicò alla sua passione anche all’estero, viaggiando e giocando in tutta l’Europa. Non era di certo contro il gioco d’azzardo, però al suo esercitò era vietato giocare, poiché dovevano restare concentrati nella riconquista di alcune parti della Francia.

 

Enrico VIII continuò a giocare fino alla sua morte, era il 1547 e aveva 55 anni.

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