E Matteo Renzi ci pensa forse da un bel po’, da forse troppo, e anche chi c’era prima di lui una mezz’idea l’aveva fatta. Sta di fatto però che in Italia da più di quarant’anni ormai, gli unici casinò che abbiamo sono Sanremo, Campione, Saint Vincent e Venezia con addirittura due case da gioco.

E Matteo Renzi ci pensa forse da un bel po’, da forse troppo, e anche chi c’era prima di lui una mezz’idea l’aveva fatta. Sta di fatto però che in Italia da più di quarant’anni ormai, gli unici casinò che abbiamo sono Sanremo, Campione, Saint Vincent e Venezia con addirittura due case da gioco.

 

I Comuni italiani spingono per avere il via libera per aprire o riaprire nuovi casinò. I sindaci che vorrebbero avviare questo tipo di attività sono infatti tanti, da quelli che in passato una casa da gioco l’hanno già ospitata, come Montecatini Terme o Taormina, a Ischia, Sorrento, Lignano, Aquila, che un casinò non hanno mai avuto.

 

Ed ora che il governo Renzi si appresta a fare piazza pulita di slot machine da bar e tabaccherie, concedendo solo a chi possiede sale esterne adatte per lo scopo, a continuare ad offrire questo tipo di intrattenimento ai propri clienti. Un’operazione di certo non vantaggiosa per le casse dello Stato, che preferirebbe introiti annuali paria 2,5 miliardi di euro. Ovviamente non sarà una partita facile da giocare per il Governo, che dovrà scontrarsi con la resistenza dei proprietari di bar e tabaccheria che con gli incassi extra derivanti dalle macchinette mandano avanti la loro attività.

 

Ma ora veniamo al punto di aprire nuovi casinò in Italia. Lo Stato abbiamo detto perderebbe un’entrata annuale sicura, dunque potrebbe seriamente pensare a concedere nuove licenze per future case da gioco da aprire nel paese. Dopo oltre quarant’anni potrebbe così tornare a nuova vita vecchi casinò chiusi, come quelli di Taormina e Montecatini Terme, o di vederne aprire dei nuovi in città come Napoli, Roma o Milano.

 

Nuovi casinò significa infatti nuovi introiti non solo per i comuni, ma anche per lo Stato, e sopratutto ci sarebbe la creazione di nuovi posti di lavoro. Uno scenario ovviamente che non piacerà tanto ai casinò attualmente in attività nel nostro paese (Sanremo, Campione, Saint Vincent, Venezia), che perderebbe di fatto un ‘monopolio’ che controllano da anni. La paura per loro è di perdere ulteriori ingressi, con conseguente diminuzione degli incassi, che già oggi non sono a livelli soddisfacenti.

 

Tuttavia, per ora non si fa altro che discutere e discutere, ma nulla di realmente concreto è all’orizzonte, se non il volere di dire addio a migliaia di slot machine.

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