Se potessero parlare, le mura del Casino de la Vallée, semplicemente noto anche come Casinò di Saint-Vincent, ne avrebbero da raccontare, dato che qui una puntatina l’hanno fatta in tanti nel mondo dello spettacolo. Una storia che parte dal 1921.
Se potessero parlare, le mura del Casino de la Vallée, semplicemente noto anche come Casinò di Saint-Vincent, ne avrebbero da raccontare, dato che qui una puntatina l’hanno fatta in tanti nel mondo dello spettacolo. Una storia che parte dal 1921.
Se potessero parlare, le mura del Casino de la Vallée, semplicemente noto anche come Casinò di Saint-Vincent, ne avrebbero da raccontare, dato che qui una puntatina l’hanno fatta in tanti nel mondo dello spettacolo. Una storia che parte dal 1921.
Il Casinò di Saint Vincent è uno dei quattro unici casinò presenti in Italia. Ad aver il piacere di ospitare tale casa da gioco la splendida Valle d’Aosta. Una casa da gioco nata grazie all’allora sindaco di Saint Vincent, Elia Page. Quest’ultimo nel 1921 ottenne il permesso dal prefetto di Aosta di poter aprire un tavolo da roulette nei mesi estivi. Nel 1940 però fu chiusa per colpa dell’inizio della seconda guerra mondiale.
L’8 maggio 1945 ci fu poi la resa tedesca e il 6 novembre dello stesso anno, il rieletto sindaco, Elia Page, tramite lettere scritta al Ministero dell’Interno, chiese il permesso di poter aprire una casa da gioco nella località di Saint Vincent. Non ebbe mai risposta. Solo un anno più tardi, il presidente della Valle d'Aosta, Federico Chabod, con d.r. del 3 aprile 1946, disse si all’apertura del casinò. Il 13 maggio dello stesso anno si votò e il Consiglio della Valle espresse un voto favorevole. L’inaugurazione avvenne il 29 marzo del 1947. I primi clienti: un industriale tessile biellese, un avvocato casalese e un commerciante torinese.
Negli anni quasi tutti sono passati per il Casinò di Saint Vincent a provare il brivido del gioco, gente comune o personaggi noti dello spettacolo o della sport. Il più celebre è forse James Bond, o meglio Sean Connery, che rese celebre sul grande schermo il personaggio creato dallo scrittore Ian Flemming.
E l’agente segreto 007 lasciò il segno al Casinò di Saint Vincent, centrando per tre giri consecutivi il numero secco 17. Per tre giri vinse 35 volte la posta e al primo e secondo giro non incassò mica la vincita, ma lascio lì la vincita, puntando tutto sul 17 nuovamente. Una tripletta indimenticabile per chi c’era. Una storia destinata a non essere mai dimenticata all’interno delle mura del casinò valdostano.
Di recente la casa da gioco è stata invece rimodernata nell’ambito del progetto Resort, la Casa da Gioco di Saint-Vincent. Il casinò oggi è aperto h24, 7 giorni su 7. E anche oggi il casinò è sempre collegato al Grand Hotel Billia, che all’epoca della sua apertura ospitava proprio nelle sue sale il Casinò di Saint Vincent.
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