Casino di Venezia: approvata la delibera per la ricapitalizzazione

Un milione in aggiunta a quello che era già stato deliberato. Il Casino di Venezia potrà così contare su due milioni e duecentomila euro per la ricapitalizzazione della casa da gioco. In cambio della somma destinata a tale operazione, si chiedono riduzione di costi per pari cifra.

Un milione in aggiunta a quello che era già stato deliberato. Il Casino di Venezia potrà così contare su due milioni e duecentomila euro per la ricapitalizzazione della casa da gioco. In cambio della somma destinata a tale operazione, si chiedono riduzione di costi per pari cifra.

 

La riduzione di costi sarà concentrata sulla diminuzione del costo del lavoro così come già in accordo con la gestione commissariale. Da ricordare che già dall'autunno del 2014, in piena reggenza commissariale, era stato chiesto più volte un piano di riduzione del costo del lavoro per i 550 lavoratori della casa da gioco veneziana. Tra cambi di vertice, prese di tempo e incontri con le organizzazioni sindacali, a oggi non è stato fatto ancora nulla.
 
L'attuale sindaco Luigi Brugnaro ha più volte ribadito la non volontà di procedere a una privatizzazione, ma di voler puntare sul lavoro, punto cardine per tutto il Comune di Venezia ed anche per le sue partecipate, come appunto il Casino di Venezia. Intanto il sottosegretario Pierpaolo Baretta si sta muovendo per un riordino delle quattro case da gioco italiane al fine di mettere in sicurezza le stesse che presentano, tutte, notevoli problemi di bilancio e quindi di sopravvivenza propria.
 
“Sul futuro del settore dei giochi ci sono due ipotesi: o recuperare la delega o avviare l'iter parlamentare sui disegni di legge esistenti”. E’ quanto ha dichiarato proprio il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta a margine del convegno Acadi ‘Il gioco legale e sostenibile’. Sui casino, Baretta ha fatto sapere che “abbiamo iniziato a lavorare sul tema. I comuni che ospitano i casino sono in difficoltà, ma le quattro case da gioco rappresentano il punto più avanzato di legalità in materia di giochi. L'obiettivo è quello di rilanciare il settore e fare dei casino punti di equilibrio che facciano da contraltare a sale slot e gaming hall”. Infine, sulla tassa di scopo, ovvero rendere trasparente la destinazione di ogni euro proveniente dai giochi, come nel modello inglese, Baretta ha aggiunto che “è un tema nuovo che troviamo interessante”. Sul rapporto tra Stato ed enti locali in tema di gioco, il sottosegretario è stato lapidario: “Abbiamo consegnato il testo ad Anci e Conferenza Stato regioni”.

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