Nel primo anno di mandato, il nuovo sindaco di Atlantic City ha visto chiudere praticamente un casinò su quattro. Il gambling è in crisi, ma il primo cittadino è fiducioso: Atlantic City può risorgere.
Nel primo anno di mandato, il nuovo sindaco di Atlantic City ha visto chiudere praticamente un casinò su quattro. Il gambling è in crisi, ma il primo cittadino è fiducioso: Atlantic City può risorgere.
Nel primo anno di mandato, il nuovo sindaco di Atlantic City ha visto chiudere praticamente un casinò su quattro. Il gambling è in crisi, ma il primo cittadino è fiducioso: Atlantic City può risorgere.
A furia di gridare ‘al lupo, al lupo’… be’, stavolta il lupo è arrivato per davvero. Ed ha preso le sembianze di una crisi dalla quale Atlantic City e i suoi casinò non sembrano in grado di riprendersi, almeno per il momento. Sono lontani i tempi in cui il New Jersey era il secondo mercato del gambling americano, dietro al Nevada.
Dopo la chiusura dell’Atlantic Club Casino Hotel e quella imminente del Revel, come abbiamo visto anche lo Showboat chiuderà i battenti entro il 31 agosto, a meno di clamorosi ripensamenti da parte della Caesars Entertainment. Il problema, evidenziato dal sindaco di Atlantic City, Don Guardian, è che nel tempo si è creata una sorta di saturazione.
Troppi casinò, insomma. E se contiamo la concorrenza degli stati confinanti, come la Pennsylvania, il Maryland e New York, si fa presto a capire quali siano i motivi della crisi senza fine di Atlantic City. Che a questo punto deve riuscire a cambiare, svestendo i panni della Las Vegas del New Jersey per abbracciarne di nuovi.
È lo stesso sindaco Don Guardian a indicare la via: occorre fare di Atlantic City non solo una destinazione per gambler, ma una meta che offra molte più opportunità, dove il gioco sia soltanto una delle tante. Solo così si potrà mettere un freno alle entrate dei casinò, che nel giro di otto anni si sono praticamente dimezzate.