L’ex penisola ucraina, ormai annessa alla Russia, dovrebbe diventare a breve la quinta zona russa in cui si potrà giocare d’azzardo. Rimane solo da decidere che tipo di modello di business seguire.
L’ex penisola ucraina, ormai annessa alla Russia, dovrebbe diventare a breve la quinta zona russa in cui si potrà giocare d’azzardo. Rimane solo da decidere che tipo di modello di business seguire.
L’ex penisola ucraina, ormai annessa alla Russia, dovrebbe diventare a breve la quinta zona russa in cui si potrà giocare d’azzardo. Rimane solo da decidere che tipo di modello di business seguire.
Altro che Madrid o Barcellona: la Las Vegas in salsa europea potrebbe avere basi molto più fredde. Il presidente russo Vladimir Putin ha dato il proprio beneplacito alla legge che potrebbe trasformare l’ex penisola ucraina della Crimea nella quinta zona della Russia nella quale si potrà giocare d’azzardo legalmente.
Sono state proprio le autorità della Crimea a proporre l’idea in principio, convinte degli ottimi risvolti commerciali. Addirittura il deputato Rustam Temirgaliev ha dichiarato che un centro di gambling da quelle parti “avrebbe buone possibilità di diventare un competitor di territori quali Macao, Monaco e Las Vegas”.
Sempre secondo Temirgaliev ci sarebbero due possibili modelli da seguire: creare una speciale cittadella del gioco d’azzardo, oppure permettere la costruzione di “complessi turistici” entro i quali potrebbero sorgere i casinò. Secondo il progetto di legge di Putin, saranno le autorità della Crimeea a determinare i confini di tale zona pro-gioco d’azzardo.
Non sarà, in ogni caso, un processo a breve termine. La creazione di una zona adibita al gioco d’azzardo richiederà del tempo e grossi investimenti. Questo a patto di non seguire il consiglio di uno dei ministri della Crimea, che ha suggerito di sollevare un’eccezione legale per permettere agli hotel a cinque stelle di aprire la propria area casinò. In questo caso, gli investimenti sarebbero minimi e si potrebbe partire quasi da subito.