La scadenza del 18 aprile non è servita a trovare un nuovo gestore per il Casinò di Venezia: a mezzogiorno di venerdì, sul tavolo delle trattative non è arrivata neppure una singola offerta.
La scadenza del 18 aprile non è servita a trovare un nuovo gestore per il Casinò di Venezia: a mezzogiorno di venerdì, sul tavolo delle trattative non è arrivata neppure una singola offerta.
La scadenza del 18 aprile non è servita a trovare un nuovo gestore per il Casinò di Venezia: a mezzogiorno di venerdì, sul tavolo delle trattative non è arrivata neppure una singola offerta.
Se fossimo in politica, parleremmo di fumata nera. C’era molta attesa intorno a venerdì 18 aprile, quando a mezzogiorno scadeva il bando di concorso per la gestione trentennale del Casinò di Venezia. Nelle scorse settimane due o tre operatori avevano palesato un certo interesse, ma le cose non sono andate per il meglio.
Sì, perché di offerte ufficiali non ne sono arrivate. Neppure una. Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, pensava che almeno un paio di aziende avrebbero formulato la loro proposta, ma tutto è finito con un nulla di fatto. Una bella botta per la sala da gioco veneta, che però non si dà per vinta; probabilmente verrà indetta un’altra asta, magari dopo l’estate.
Ricordiamo che il bando di gara metteva sul piatto 30 anni di gestione del Casinò di Venezia, per un valore di 508,5 milioni di euro: 140 milioni subito, 308 milioni dal terzo anno, 16,1 milioni come tassa di concessione annuale e – dal settimo anno in avanti – una differenza di almeno il 5% tra i ricavi e 140 milioni di euro.