Chi perde al casinò nonostante si fosse auto-escluso dalla possibilità di entrarci a giocare, non ha diritto ad alcun tipo di risarcimento. Lo ha stabilito un giudice americano qualche giorno fa.
Chi perde al casinò nonostante si fosse auto-escluso dalla possibilità di entrarci a giocare, non ha diritto ad alcun tipo di risarcimento. Lo ha stabilito un giudice americano qualche giorno fa.
Chi perde al casinò nonostante si fosse auto-escluso dalla possibilità di entrarci a giocare, non ha diritto ad alcun tipo di risarcimento. Lo ha stabilito un giudice americano qualche giorno fa.
Molti casinò, in tutto il mondo, offrono la possibilità ai clienti di auto-escludersi dal gioco. Ma che succede quando uno di loro riesce comunque a sedersi al tavolo e magari perde 78.000 dollari, come è successo a una donna canadese, tale Joyce Ross? Be’, succede che… sono affari suoi: il casinò non è tenuto a rimborsarla.
La storia arriva dalla British Columbia, la più occidentale delle province canadesi. I casino della British Colulmbia Lottery Corp prevedono un programma di auto-ban, al quale la Ross aveva aderito. Eppure la donna, dopo essere ingrassata e aver cambiato taglio di capelli, era riuscita a entrare al Fraser Down di Surrey e al Cascades di Langley.
Ai tempi – parliamo degli anni 2007/2010 – le misure di riconoscimento dei giocatori auto-esclusi non erano così avanzate come lo sono di questi tempi: erano i dipendenti del casinò che dovevano riconoscere, foto alla mano, quei clienti da non far entrare. Come detto, la Ross ci aveva messo del suo per non farsi individuare, ha giocato e ha perso una piccola fortuna.
“Stava a lei rimanere fuori dal casinò”, ha sentenziato il giudice John Truscott della Supreme Court Justice del British Columbia. La donna, infatti, aveva fatto causa alla British Columbia Lottery Corp e ai due casinò in cui aveva giocato, nel tentativo di recuperare i suoi soldi proprio appellandosi al fatto che si era auto-esclusa dal gioco.