Casinò, San Pellegrino sulle orme della Sicilia

Probabilmente tentando di cavalcare il clamore suscitato dalla Sicilia, che vuole fermamente aprire nuovi casinò, San Pellegrino Terme torna alla carica. Inviata una lettera nientemeno che al presidente del Consiglio, Enrico Letta.

Probabilmente tentando di cavalcare il clamore suscitato dalla Sicilia, che vuole fermamente aprire nuovi casinò, San Pellegrino Terme torna alla carica. Inviata una lettera nientemeno che al presidente del Consiglio, Enrico Letta.

Era abbastanza prevedibile, ed infatti è successo. Il rumore provocato dalla Sicilia, che ha tutte le intenzionei di aprire nuovi casinò, ha scatenato un effetto domino che comincia a risvegliare antichi desideri anche in altre località che da anni, ciclicamente, tentano di portare all’attenzione della politica tale problematica.

Si tratta in questo caso di San Pellegrino Terme, di cui abbiamo già parlato più volte in passato. A gennaio il Comune ci aveva provato contattando l’ex ministro Cancellieri e ottenendo un nulla di fatto, anche perché poi il governo Monti è caduto. A nove mesi di distanza, San Pellegrino Terme ci riprova, inviando una lettera direttamente al presidente del Consiglio in carica, Enrico Letta.

“Si tratta di un elemento fondamentale per favorire lo sviluppo economico dell’intero territorio della Valle Brembana che vive da tempo una condizione di vera e propria emarginazione ed emergenza occupazionale. […] In questa direzione, si ritiene di dover sottolineare che il Comune di San Pellegrino Terme, amministrato da sempre con grande oculatezza e rigore, non chiede il ripianamento di deficit di bilancio, ma l’adozione di un provvedimento che così come in passato avvenuto per le realtà di Sanremo, Venezia, Campione d’Italia e Saint Vincent, consentirebbe, senza alcun onere per lo Stato, di dare un forte e decisivo impulso allo sviluppo turistico-termale di tutta la Valle Brembana e insieme di salvaguardare e recuperare i due complessi monumentali liberty del Casinò e del Grand Hotel, oggetto di specifico vincolo da parte del ministero dei Beni Culturali”.

Nella lettera vengono riassunte le situazioni delicate che stanno vivendo non solo San Pellegrino Terme, ma tutta la Val Brembana, alle prese con una crisi economica e occupazionale che sta facendo crollare gli investimenti e che ha di fatto posto un freno allo sviluppo turistico. Difficile, a onor del vero, che qualcosa si muova, almeno a breve termine.

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