L’ex colonia portoghese è di gran lunga il mercato più ricco per quanto riguarda il gioco d’azzardo; a contendersi il secondo posto Las Vegas e Singapore. Per ora la Sin City resiste, ma l’assalto asiatico sembra incontenibile.
L’ex colonia portoghese è di gran lunga il mercato più ricco per quanto riguarda il gioco d’azzardo; a contendersi il secondo posto Las Vegas e Singapore. Per ora la Sin City resiste, ma l’assalto asiatico sembra incontenibile.
L’ex colonia portoghese è di gran lunga il mercato più ricco per quanto riguarda il gioco d’azzardo; a contendersi il secondo posto Las Vegas e Singapore. Per ora la Sin City resiste, ma l’assalto asiatico sembra incontenibile.
Sono ormai lontani i tempi in cui Las Vegas era la destinazione preferita dai gambler di tutto il mondo. Pur rimanendo una città dal fascino indiscusso, la Sin City ha ormai da parecchio perso il titolo di centro di gravità del gioco d’azzardo, lasciandolo ai casinò di Macao. L’ex colonia portoghese ha un volume d’affari di 38 miliardi di euro, oltre sei volte quello della cittadina del Nevada.
Per il momento, Las Vegas rimane ancorata al secondo posto delle superpotenze del gambling, ma con il serio rischio che nel giro di un paio d’anni possa scendere sul gradino più basso del podio. I dati del 2012, infatti, parlano di un giro d’affari di 6 miliardi di dollari, non molto di più dei 5,8 fatti registrare dalle sale da gioco terrestri di Singapore.
Macao, Singapore, e in generale tutta l’Asia, stanno crescendo a un ritmo insostenibile per le altre zone del mondo, spinte dal mercato del gambling che pare non avere più confini. Se a questo ci aggiungiamo che persino l’ultra-conservatore Giappone sta pensando di aprire le porte ai casinò, ecco che il sorpasso dell’Oriente sull’Occidente è cosa praticamente fatta.
Secondo le ultime stime, infatti, entro il 2015 Macao e Singapore, da soli, saranno forze capaci di superare l’intero mercato degli Stati Uniti. E dire che a Singapore, in particolare, giocare non è che sia poi così semplice: per entrare in un casinò resort ci vogliono 100 dollari a prescindere, perché da quelle parti non vogliono avere problemi di dipendenza dal gambling. Ma questo, a quanto pare, non scoraggia né turisti né locali.