Torniamo a parlare della possibilità che il Giappone apra le porte ai casinò. Possibilità che sembra sul punto di concretizzarsi con una proposta di legge. Già molti gli operatori interessati a entrare in un mercato potenzialmente ricchissimo.
Torniamo a parlare della possibilità che il Giappone apra le porte ai casinò. Possibilità che sembra sul punto di concretizzarsi con una proposta di legge. Già molti gli operatori interessati a entrare in un mercato potenzialmente ricchissimo.
Torniamo a parlare della possibilità che il Giappone apra le porte ai casinò. Possibilità che sembra sul punto di concretizzarsi con una proposta di legge. Già molti gli operatori interessati a entrare in un mercato potenzialmente ricchissimo.
Sembra tutto pronto per il varo della legge che dovrebbe portare all’apertura dei casinò in Giappone. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il partito liberal-democratico avrebbe già pronto un disegno di legge per creare un mercato che sarebbe in tutto e per tutto simile a quello di Las Vegas e della vicina Singapore.
Sembra che il modello sia infatti orientato verso la creazione di un organismo autonomo come il Nevada Gambling Control Board, che avrebbe la responsabilità di stabilire le regole per l’assegnazione delle licenze di gioco, oltre a quella di controllare l’operato delle sale da gioco virtuali e degli eventuali partner commerciali che dovessero contribuire.
Ancora stretto riserbo riguardo le località che potrebbero ospitare i primi casinò, anche se Tokio sembrerebbe essere la principale candidata, non fosse altro per il fatto che la capitale del Giappone ospiterà l’edizione delle Olimpiadi del 2020, come abbiamo raccontato qualche settimana fa. Ma naturalmente Tokio non sarà l’unica città che aprirà le porte al gambling.
Sì, perché i candidati potenzialmente interessati a gestire un casinò in Giappone non mancano, anzi: dalla Wynn Resort alla Melco Crown, passando per la MGM Resorts alla Las Vegas Sands dell’immancabile Sheldon Adelson. Aziende che dovranno fare i conti con la yakuza, la mafia giapponese, che probabilmente vorrà dire la sua. Eppure il partito liberal-democratico è sicuro: con leggi e controlli severi, non c’è pericolo d’infiltrazione mafiosa.