La crescita inarrestabile dei casinò di Macao sta cominciando a influenzare anche le altre infrastrutture. Grazie al denaro pagato dagli operatori del gambling sotto forma di tasse, è stato creato un super-campus universitario.
La crescita inarrestabile dei casinò di Macao sta cominciando a influenzare anche le altre infrastrutture. Grazie al denaro pagato dagli operatori del gambling sotto forma di tasse, è stato creato un super-campus universitario.
La crescita inarrestabile dei casinò di Macao sta cominciando a influenzare anche le altre infrastrutture. Grazie al denaro pagato dagli operatori del gambling sotto forma di tasse, è stato creato un super-campus universitario.
L’arrivo degli studenti all’Università di Macao, e più precisamente nel nuovo campus da 1,3 miliardi di dollari, quest’anno segnerà il primo successo tangibile della capitale del gioco d’azzardo cinese, nell’utilizzo del benessere creato dai casinò a beneficio della popolazione (che conta all’incirca 600.000 abitanti).
Da quando la Cina ha aperto agli operatori di casinò stranieri, nel 2002, l’ex colonia portoghese, Macao si è trasformata in una vera e propria Mecca del giocatore – con buona pace di Las Vegas – formata da 35 casinò sparsi su di una superficie di circa 29 chilometri quadrati. L’economia ne ha beneficiato, al punto di migliorare in media del 14% ogni anno negli ultimi dieci anni.
Ma la crescita nel settore del gioco d’azzardo è stata talmente rapida che il resto delle infrastrutture del territorio deve ancora portarsi in pari. Il campus universitario è il primo di una serie di progetti governativi: il completamento del primo sistema di trasporto di massa sul territorio, la ristrutturazione degli ormai obsoleti traghetti, l’apertura di un ospedale e via dicendo.
Lo stato dei servizi pubblici a Macao è ancora piuttosto precario, frutto di un decennio di disinvestimenti e di costi (e ritardi) di costruzione sempre crescenti. Come afferma Larry So, professore del Politecnico di Macao: “Abbiamo i soldi, ma non abbiamo il welfare: se ti ammali a Macao, tutti sanno che è meglio se ti fai curare a Hong Kong”. Chissà che presto le cose non possano cambiare, e che il campus universitario sia solo il primo passo.