Il governatore dello stato, Andrew Cuomo, spinge per l’apertura di sette nuovi casinò, ma alcune associazioni si sono già dette profondamente contrarie. Tutto sarà deciso però dai cittadini, nel referendum del prossimo 5 novembre.
Il governatore dello stato, Andrew Cuomo, spinge per l’apertura di sette nuovi casinò, ma alcune associazioni si sono già dette profondamente contrarie. Tutto sarà deciso però dai cittadini, nel referendum del prossimo 5 novembre.
Il governatore dello stato, Andrew Cuomo, spinge per l’apertura di sette nuovi casinò, ma alcune associazioni si sono già dette profondamente contrarie. Tutto sarà deciso però dai cittadini, nel referendum del prossimo 5 novembre.
Il gioco d’azzardo nello stato di New York è già una realtà, che tuttavia potrebbe espandersi se il 5 novembre dovesse passare il referendum per l’apertura di sette nuovi casinò. Quattro sarebbero aperti a nord della capitale e sarebbero i primi ad essere realizzati in ordine di tempo. Ma la faccenda sta già facendo discutere.
Da una parte c’è Andrew Cuomo, il governatore dello stato di New York, che vorrebbe vedere il referendum costituzionale passare, anche se a dirla tutta per il momento non si sta impegnando più di tanto per fare “campagna elettorale”. Dall’altra diverse associazioni contro il gioco d’azzardo, preoccupate che l’avvento di nuovi casinò possa essere deleterio.
Nello stato di New York il gioco d’azzardo è già presente, sebbene confinato negli ippodromi e nei casino tribali. Dunque, afferma Cuomo, la scelta non è tra legalizzare il gambling o meno, ma semplicemente se offrire la possibilità a privati di creare nuove sale da gioco, che tra l’altro non andrebbero a fare concorrenza diretta ai casinò delle tribù.
A rispondere al governatore ci ha pensato la CAG (Coalition Against Gambling), secondo cui l’apertura di sette nuovi casinò non porterà benessere allo stato di New York e anzi sarà foriero di un aumento dei costi socio-economici. Addirittura, fanno sapere dalla Coalition Against Gambling, tali costi passerebbero da 50 a 296 dollari pro-capite.