L’ipotesi è stata messa sul tavolo dai Radicali: aprire nuove sale da gioco terrestri in Abruzzo, in modo da raccogliere ulteriori fondi destinati alla ricostruzione dell’Aquila e delle zone devastate dal terremoto di quattro anni fa.
L’ipotesi è stata messa sul tavolo dai Radicali: aprire nuove sale da gioco terrestri in Abruzzo, in modo da raccogliere ulteriori fondi destinati alla ricostruzione dell’Aquila e delle zone devastate dal terremoto di quattro anni fa.
L’ipotesi è stata messa sul tavolo dai Radicali: aprire nuove sale da gioco terrestri in Abruzzo, in modo da raccogliere ulteriori fondi destinati alla ricostruzione dell’Aquila e delle zone devastate dal terremoto di quattro anni fa.
Quando si parla della creazione di nuovi casinò in Italia occorre sempre andare con i piedi di piombo. Negli ultimi anni si sono proposte numerose città, ma tutto è sempre finito in un nulla di fatto. Questo, però, non ha impedito ai Radicali di proporre l’Abruzzo come sede di nuovi casinò terrestri, nel contesto di un piano per la ricostruzione delle zone terremotate.
Come ben ricorderete, l’Aquila e i territori limitrofi sono stati funestati da un terrificante terremoto che nel 2009 ha mietuto numerose vittime, oltre a creare danni incalcolabili. Fu allora deciso di varare un decreto che avrebbe dovuto portare circa 1,4 miliardi di euro alla ricostruzione, soldi provenienti dal settore dei giochi.
Ma come abbiamo avuto modo di vedere in passato, sembra che di quei soldi ne siano arrivati soltanto delle briciole. Ecco perché il PD ha già fatto sapere, per bocca della senatrice Stefania Pezzopane, di essere profondamente contraria alla creazione di sale da gioco con l’intento di raccogliere fondi per la ricostruzione, nel timore che si tratti solo di un’altra speculazione.
Di avviso totalmente diverso è invece Alessio Di Carlo, che fa parte della segreteria dei Radicali in Abruzzo. Secondo Di Carlo, se non sono arrivati i soldi previsti dal Decreto Berlusconi è un problema politico in prima battuta, sul quale eventualmente dovrebbe indagare la magistratura; questo però non significa che aprire nuovi casinò sia un’idea cattiva.