Ruperto: “Venezia? Concessione a privato è legittima”

Il Sottosegretario di Stato per l’interno Saverio Ruperto ha risposto, affermando che è legittima la concessione del Casino di Venezia ad un privato, ad un'interrogazione in cui il deputato Santori chiedeva chiarimenti sulla cessione della casa da gioco.

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Il Sottosegretario di Stato per l’interno Saverio Ruperto ha risposto, affermando che è legittima la concessione del Casino di Venezia ad un privato, ad un'interrogazione in cui il deputato Santori chiedeva chiarimenti sulla cessione della casa da gioco.

Questa nel dettaglio la rispota del Sottosegretario di Stato all'interrogazione parlamentare presentata da deputato del gruppo misto Angelo Santori : “La progressiva diminuzione degli incassi investe tutte le case da gioco operanti in Italia: la recessione del mercato del gioco tradizionale ha diverse cause, tra le quali la crisi economico finanziaria internazionale, l'ampliamento delle offerte di gioco in denaro con una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale (slot machine, scommesse ippiche e sportive, giochi da remoto) e lo sviluppo sempre maggiore delle possibilità di gioco on line.

A fronte di tale situazione di crisi, il sindaco del comune di Venezia ha rappresentato a questo ministero come il calo degli incassi, che si ritiene proseguirà anche nel prossimo futuro, si rifletta negativamente sul bilancio del comune, considerato che la casa da gioco garantisce introiti consistenti e necessari ai fini dell'erogazione dei servizi alla popolazione. Il sindaco, quindi, ha prospettato la modifica della forma di gestione del casinò, con l'affidamento della stessa a soggetti terzi attraverso la valutazione di percorsi societari quali la cessione totale delle azioni della società (con patto di retrocessione al Comune dopo un periodo definito), oppure l'affitto d'azienda.


Il Sottosegretario di Stato per l’interno Saverio Ruperto

Considerata la complessità delle connesse questioni giuridiche, questo ministero ha interessato al riguardo l'Avvocatura generale dello Stato, sulle cui conclusioni si trova concorde. In particolare, tenuto conto delle connotazioni di carattere pubblico che sono alla base dei regime derogatorio al divieto penale, ne discende che le attività legate al gioco d'azzardo, ove il comune non voglia provvedervi in via diretta, possono essere realizzate ricorrendo allo strumento della concessione attraverso il quale il comune di Venezia potrà trasferire al privato, individuato mediante procedura ad evidenza pubblica, la mera facoltà di gestire la casa da gioco.

Ove il comune intendesse intraprendere tale percorso, alla concessione dovrà necessariamente accedere una convenzione diretta a regolare i rapporti tra l'ente e il concessionario, sulla quale dovrà esprimersi questo ministero in sede autorizzatoria. La convenzione dovrà assicurare che il comune mantenga penetranti poteri di indirizzo, in grado di incidere direttamente sulle facoltà decisionali del concessionario, nonché poteri di vigilanza e controllo preordinati a verificare che il concessionario svolga l'attività con regolarità e nel rispetto del principio della buona amministrazione.

Il comune di Venezia, sulla base delle indicazioni fornite dall'Avvocatura generale dello Stato, ha predisposto gli atti prodromici alla predetta procedura, il cui atto definitivo, per i profili pubblicistici impliciti nella gestione di tale particolare attività, dovrà essere successivamente sottoposto ad autorizzazione da parte di questa amministrazione. Con deliberazione consiliare del 23 aprile 2012, l'ente comunale ha approvato la riorganizzazione societaria del gruppo casinò municipale di Venezia Spa, che prevede la costituzione di una nuova società pubblica interamente partecipata dalla stessa casinò municipale di Venezia Spa, alla quale saranno affidate le attività strettamente legate alla gestione della casa da gioco.

Con la predetta delibera, infine, il comune di Venezia ha accolto alcune proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali locali, fortemente contrarie alla scelta dell'amministrazione comunale di affidare a terzi la gestione della casa da gioco, concernenti la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e delle relative condizioni economiche”.

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