Casino Sanremo: Presidente Di Meco incontra i sindacati
Si è svolto ieri un incontro tra il presidente della Casino Spa Giuseppe Di Meco, accompagnato da alcuni dirigenti, e le organizzazioni sindacali Cisl, Cgil, Uil e Ugl per fare il punto della situazione sul futuro prossimo della casa da gioco sanremese.
Si è svolto ieri un incontro tra il presidente della Casino Spa Giuseppe Di Meco, accompagnato da alcuni dirigenti, e le organizzazioni sindacali Cisl, Cgil, Uil e Ugl per fare il punto della situazione sul futuro prossimo della casa da gioco sanremese.
In attesa dell'incontro ufficiale con il Prefetto fissato per il 30 ottobre si è svolta ieri un'importante riunione tra gli organi competenti ed i sindacati per discutere sulla situazione attuale del Casino di Sanremo. A renderlo noto è il portale Sanremonews che parla di una seduta da quasi tre ore in cui si è parlato di European Poker Tour, ospitalità ed niziative promozionali da rivolgere alla clientela.
Presenti, oltre a Giuseppe Di Meco, alcuni massimi esponenti della Casino Spa: Enrico Bianchi (produzione),Lamberto Graglia (giochi) e Giampiero Correnti (personale). Tra i punti in discussione anche la riorganizzazione aziendale, con il presidente Di Meco che ha voluto puntualizzare che le notizie apparse sui giornali non hanno nessuna corrispondenza alla realtà ma sono solo alcune delle ipotesi previste per abbattere i costi: “Presenteremo durante la riunione con il Prefetto il quadro reale della situazione unitamente al pacchetto di proposte riguardante il contenimento dei costi e alcuni interventi di rilancio, per i quali però servono risorse attraverso una ricapitalizzazione della casino SpA da parte del Comune“.
L'ingresso del Casino Sanremo
In programma un severo contenimento dei costi e alcuni interventi di rilancio, per i quali bisogna però trovare le risorse, attraverso una ricapitalizzazione della Casino Spa da parte del Comune. I costi di gestione del Casino sono stati già ridotti a 45,5 milioni di euro annui, secondo l’ultima previsione, a fronte di incassi stimati, nel 2012, in 49,6 milioni, da cui bisogna però togliere la quota destinata al Comune.
L’obiettivo per i prossimi due anni è far scendere le spese a circa 40 milioni di euro, prevedendo che nel 2013 la casa da gioco possa solo frenare la crisi attestandosi magari su un incasso di 44 milioni. Portando al 90 per cento la quota che resta alla Spa, al Comune resterebbero solo i soldi per pagare l’imposta del 10 per cento sugli incassi, e la società chiuderebbe in pareggio.
Impegno anche per un importante progetto di rilancio con alcuni investimenti (4/4,5 milioni di euro) che riguarderanno il software e il rifacimento delle sale. Nel nuovo piano di rilancio è anche incluso un cambiamento radicale negli orari d'apertura delle sale da gioco che non apriranno più alle 14:30, durante la settimana, ma bensì alle 19. Questo per diminuire i costi di gestione e puntare soprattutto ai weekend dove capita a volte di non riuscire, causa mancanza del personale, ad aprire i tavoli necessari al traffico.
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