Addio, AAMS!

Notizia che ha dell'incredibile: tramite un decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato cessa di esistere. Le sue funzioni verranno accorpate a quelle dell'Agenzia delle Dogane.

Notizia che ha dell'incredibile: tramite un decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato cessa di esistere. Le sue funzioni verranno accorpate a quelle dell'Agenzia delle Dogane.

C'era una volta l'AAMS. C'era, e non ci sarà più. Il Consiglio dei Ministri, con una decisione sorprendente che ha lasciato a bocca aperta gli addetti ai lavori, ha soppresso l'Amministrazsione Autonoma dei Monopoli di Stato, delegando le sue funzioni svolte all'Agenzia delle Dogane. Soppressa anche l'ASSI (ex Unire, ippica).


L'AAMS va in pensione

Queste le parole del vice ministro all'Economia, Vittorio Grilli, per spiegare il perché di questa decisione: “Per ridurre le articolazioni del Ministero dell'economia, stiamo andando a sopprimere agenzie importanti storicamente per il nostro paese. In particolare parliamo della soppressione dei Monopoli di stato e dell'Agenzia del territorio. Oltre al demanio abbiamo 4 importanti agenzie: Dogane, Entrate, Territorio e Monopoli; Monopoli e Territorio vengono soppressi e le loro attività vengono immesse e fatte convergere nelle altre due: l'Agenzia del territorio viene immessa nell'Agenzia delle Entrate mentre i Monopoli vengono fatti confluire nell'Agenzia delle Dogane”.

Quella dei Monopoli di Stato è una storia pluriventennale, cominciata nel 1988 con la gestione delle lotterie nazionali, a cui nel 1994 si è aggiunta quella di lotto e lotterie istantanee. Poi bingo, e dal 2011 tutti gli altri giochi a pagamento, fino al poker online e ai giochi da casino online, più recenti. Tra i suoi compiti la lotta al gioco illegale e al gioco minorile, la tutela dei consumatori e delle fasce deboli e naturalmente l'attenzione al regime fiscale.

Una decisione, quella del Governo, che ha fatto storcere il naso a molti. Raffaele Lauro del Pdl, ad esempio, ha definito questa scelta “un passo indietro nella trasparenza del mercato del gioco”. Massimo Betti, dell’Esecutivo Nazionale USB Pubblico Impiego, è preoccupato per i lavoratori dell'AAMS: “Ora il rischio sono licenziamenti di massa”. Ne sapremo di più nei prossimi giorni.

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