Spesso si fa distinzione tra le due cose, ma fondamentalmente sono la stessa cosa. Lo ha fatto notare anche Gianfranco Bonanno in un interessante editoriale apparso sul sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Incremento Turistico.
Spesso si fa distinzione tra le due cose, ma fondamentalmente sono la stessa cosa. Lo ha fatto notare anche Gianfranco Bonanno in un interessante editoriale apparso sul sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Incremento Turistico.
Spesso si fa distinzione tra le due cose, ma fondamentalmente sono la stessa cosa. Lo ha fatto notare anche Gianfranco Bonanno in un interessante editoriale apparso sul sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Incremento Turistico.
A volte i dettagli fanno la differenza. Sappiamo bene come spesso una parola possa modificare il significato di un'intera frase, persino di una legge. Succede così che chi non è avvezzo del settore, possa interpretare nella maniera errata le diciture “giochi pubblici” e “giochi d'azzardo”. Che, in quattro parole, sono la stessa cosa.
C'è differenza tra una vlt e un tavolo di blackjack?
Il concetto, però, pare non passare all'opinione pubblica. Lo ha fatto ben notare Gianfranco Bonanno, tramite un articolo scritto sul sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Incremento Turistico. Bonanno si è giustamente domandato come mai lo Stato effettui una distinzione che esiste solo semanticamente.
Giochi pubblici e giochi d'azzardo sono la stessa cosa, scrive giustamente Bonanno. I primi sono gestiti da enti (addirittura) privati, i secondi sono circoscritti ai quattro casino terrestri italiani. Ma anch'essi sono pubblici e leciti, e si chiamano “d'azzardo” solo per distinguerli da altri tipi di giochi che non prevedono fine di lucro ed alea.
La tesi di Bonanno è che questa distinzione fittizia tra giochi pubblici e leciti e giochi d'azzardo serva solamente a perpetrare “prosaici interessi di cassa”, definendola addirittura “un'ipocrisia”. Il portavoce dell'Anit termina la sua accorata arringa auspicando la fine di questi “manicheismi insostenibili e artifici linguistici”, in modo da rendere “l'industria dell'intrattenimento un comparto produttivo realmente efficiente e assai più tollerabile dalla comunità dei cittadini”.
Vieni a commentare questo ed altri articoli sul nostro forum!