Dopo il Milleproroghe e il decreto Salva Italia, la politica italiana è ancora alle prese con alcune questioni riguardanti il mercato dei giochi d'azzardo. Nei prossimi giorni, prevista la discussione di altri quattro disegni di legge.
Dopo il Milleproroghe e il decreto Salva Italia, la politica italiana è ancora alle prese con alcune questioni riguardanti il mercato dei giochi d'azzardo. Nei prossimi giorni, prevista la discussione di altri quattro disegni di legge.
Dopo il Milleproroghe e il decreto Salva Italia, la politica italiana è ancora alle prese con alcune questioni riguardanti il mercato dei giochi d'azzardo. Nei prossimi giorni, prevista la discussione di altri quattro disegni di legge.
Non si è ancora spento l'eco del “no” del governo Monti alla deroga per i quattro casino italiani, che saranno così costretti a sottostare al limite di 1.000 euro sull'uso dei contanti. Ma dopo le proroghe sui regimi fiscali e le norme del decreto Salva Italia, c'è ancora da lavorare. Almeno stando ad alcuni senatori, che hanno presentato quattro disegni di legge.
I giochi ancora protagonisti in Parlamento
Si tratta di Raffaele Lauro (Popolo della Libertà), Luigi Li Gotti (Italia dei Valori) e Luigi De Sena (Partito democratico). Il primo ha presentato da solo ben due decreti legge. Il primo si intitola “Misure urgenti sul gioco d’azzardo per la tutela dei minori, sul divieto di pubblicità ingannevole, sul riciclaggio e sulla trasparenza dei flussi finanziari in materia di scommesse”.
Il secondo, “Norme antimafia, anti-illecito, antievasione e per la tutela della trasparenza, anche societaria, nel gioco d’azzardo”, ha addirittura ricevuto e ottenuto una richiesta d'urgenza, e sarà dunque discusso sin da giovedì, quando le Commissioni riunite Giustizia e Finanze del Senato daranno via ai lavori.
Per quanto riguarda i decreti Li Gotti e De Sena, il primo è una richiesta di modifica dell'articolo 88 del TULPS (disciplina delle concessioni e delle licenze in materia di giochi e scommesse), mentre il secondo è volto a impedire che ai giochi d'azzardo venga fatta qualsiasi tipo di promozione pubblicitaria.
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