Negli Stati Uniti, per far fronte alla crisi, un casino di Atlantic City ha introdotto recentemente le chip da 25 e 50 centesimi di dollaro. Se l'idea dovesse risultare vincente, potrebbe essere copiata anche dai quattro casino italiani.
Negli Stati Uniti, per far fronte alla crisi, un casino di Atlantic City ha introdotto recentemente le chip da 25 e 50 centesimi di dollaro. Se l'idea dovesse risultare vincente, potrebbe essere copiata anche dai quattro casino italiani.
Negli Stati Uniti, per far fronte alla crisi, un casino di Atlantic City ha introdotto recentemente le chip da 25 e 50 centesimi di dollaro. Se l'idea dovesse risultare vincente, potrebbe essere copiata anche dai quattro casino italiani.
E se fosse il classico uovo di Colombo? L'ACH, un casino di Atlantic City, pochi giorni fa ha annunciato l'introduzione di due nuovi tagli per le chip: quello da 25 centesimi e quello da 50 centesimi. Questa novità, che con un gioco di parole e assonanze è stata ribattezzata “cheap chip” (cioè “chip economica”).
L'ACH di Atlantic City
L'idea del casino di Atlantic City è che se il mercato degli high-roller non garantisce le soddisfazioni di una volta, allora forse è meglio spostare l'attenzione più sui low-roller, cioè i classici giocatori che non hanno molto denaro da spendere, ma che comunque amano i giochi da casino e che quando possono ci fanno volentieri una capatina.
A rigor di logica, l'idea di creare chip dal taglio molto più piccolo non sembra affatto male. Ad Atlantic City puntano molto su questa novità, tanto che pare non essere l'unica in questo senso, anche se Michael Frawley, Chief Operating Officer dell'ACH, non si è sbilanciato più di tanto, promettendo comunque altri grossi cambiamenti.
Saltando al di qua dell'Oceano, i quattro casino italiani che, chi più e chi meno, stanno soffrendo una crisi economica globale, potrebbero tentare la stessa strada intrapresa dal casino di Atlantic City, immettendo sui tavoli anche le cheap chip. Questo permetterebbe di raggiungere anche quella potenziale clientela che, al momento, si tiene lontana dai casino italiani perché spaventata da limiti di gioco (per lei) troppo alti.
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Scritto da CIW Staff