Quella che fino a pochi anni fa veniva considerata la Mecca del Gioco d'Azzardo è piombata in una crisi nera dalla quale sarà molto difficile uscire. Ed è già partita la corsa alla svendita degli immobili, deprezzati fino al 60%.
Quella che fino a pochi anni fa veniva considerata la Mecca del Gioco d'Azzardo è piombata in una crisi nera dalla quale sarà molto difficile uscire. Ed è già partita la corsa alla svendita degli immobili, deprezzati fino al 60%.
Quella che fino a pochi anni fa veniva considerata la Mecca del Gioco d'Azzardo è piombata in una crisi nera dalla quale sarà molto difficile uscire. Ed è già partita la corsa alla svendita degli immobili, deprezzati fino al 60%.
Lo abbiamo già accennato ieri, quando abbiamo parlato della Deutsche Bank e del rischio che perda i suoi investimenti. Ma vale la pena approfondire meglio la crisi che Las Vegas, un tempo considerata la Mecca del Gioco d'Azzardo, sta attraversando ormai già da qualche anno. Con numeri che fanno davvero temere il peggio.
Las Vegas è sul viale del tramonto?
Il primo, forse il più significativo che vi diamo, è un impietoso 24% alla voce disoccupazione. Un dato che comprende non solo chi a Las Vegas è senza lavoro e lo sta cercando, ma anche chi ci ha proprio rinunciato. Solo l'anno scorso, i disoccupati, o meglio gli inoccupati, erano il 15%: un 9% in più che si può giustificare solo parzialmente con la crisi globale che ha colpito tutto il pianeta.
Sembrano lontani gli anni in cui la crescita di Las Vegas sembrava inarrestabile. Solo nel 2006, un lustro fa, la cittadina del Nevada vantava il più basso tasso di disoccupazione di tutti gli Stati Uniti, con un misero 4%. Oggi, 5 anni dopo, siamo al 13,4% (di disoccupati “puri”, come detto gli inoccupati sono molti di più).
Chi può, ma soprattutto chi deve, cerca di vendere. Dopo il boom immobiliare di 20-30 anni fa, il mercato si è ristretto sempre più, tanto che ora i prezzi degli immobili a Las Vegas sono scesi mediamente del 50%, con punte anche del 60%. Praticamente una svendita. Sembra addirittura che persino gli immigrati clandestini abbiano deciso di cambiare aria, tanto che da un paio d'anni non ci sono nuovi ingressi.
Un'immagine della Mecca del Gioco d'Azzardo
E così cominciano a chiudere edifici che hanno fatto la storia di Las Vegas. A partire dal Sahara Hotel, chiuso ormai da quasi sei mesi (con buona pace dei quasi 1.000 ex dipendenti). Non se la passa bene neppure il Circus Circus, hotel reso celebre dai film di James Bond, che dall'essere una struttura di lusso è diventato uno dei posti più economici della City.
Disoccupazione, svalutazione degli immobili, cantieri fermi, bancarotte e quant'altro. Las Vegas è ormai con l'acqua alla gola, e molti si aspettano il crollo di quello che ormai è solo il ricordo di un impero che ha fatto divertire intere generazioni. Senza un drastico cambiamento di rotta, della Mecca del Gioco d'Azzardo rimarrà ben poco.
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Scritto da CIW Staff