Come ampiamente pronosticabile, non sono certo positive le reazioni alle norme contenute nella legge di stabilità per quanto riguarda il settore dei giochi. Durissima l’opinone di Alberto Giorgetti.
Come ampiamente pronosticabile, non sono certo positive le reazioni alle norme contenute nella legge di stabilità per quanto riguarda il settore dei giochi. Durissima l’opinone di Alberto Giorgetti.
Neppure il tempo di registrare le norme contenute nella legge di stabilità e riguardanti il settore dei giochi, che sono già arrivate le prime (comprensibili) reazioni tutt’altro che entusiastiche. E se a scuotere la testa è Alberto Giorgetti, già sottosegretario con delega ai giochi, il quadro non può certo essere positivo.
Non bisognava avere il livello di esperienza e di competenza del parlamentare in quota Forza Italia per arrivare alla sua stessa conclusione: tagliare i premi di slot e VLT significa rischiare che l’utente medio vada (o meglio, ritorni) a rivolgersi al mercato illegale, sotto questo punto di vista (ancora) più competitivo.
“Il mercato legale arriverà a condizioni insostenibili, aprendo la strada al gioco illegale e abbattendo le entrate erariali. Quel denaro finirà al settore illegale”, sono le parole utilizzate da Giorgetti. Dove con “quel denaro” si indica il miliardo di euro che dovrebbe arrivare nelle casse dello stato grazie in parte alla diminuzione della percentuale dei premi erogati da VLT e newslot.
A onor del vero, Giorgetti ha individuato anche qualche elemento da promuovere. Come la decisione di tassare dell’8% sulla raccolta presunta i Centri Trasmissione Dati collegati a operatore esteri e dunque privi di regolare licenza. Norma, questa, che lo stesso Giorgetti avrebbe voluto inserire quando era sottosegretario.