Tra i punti inseriti nel testo una serie di misure di prevenzione e cura del gioco d’azzardo compulsivo. Fa specie, tuttavia, l’articolo 10 che in teoria dovrebbe vietare ogni tipo di pubblicità sul gambling in Italia.
Tra i punti inseriti nel testo una serie di misure di prevenzione e cura del gioco d’azzardo compulsivo. Fa specie, tuttavia, l’articolo 10 che in teoria dovrebbe vietare ogni tipo di pubblicità sul gambling in Italia.
Tra i punti inseriti nel testo una serie di misure di prevenzione e cura del gioco d’azzardo compulsivo. Fa specie, tuttavia, l’articolo 10 che in teoria dovrebbe vietare ogni tipo di pubblicità sul gambling in Italia.
Nella giornata di ieri, la Commissione Affari Sociali della Camera ha approvato il testo intitolato ‘Disposizioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico’. Sono molti gli spunti di discussione che nascono da questo testo, che tuttavia non è ancora definitivo. Anche perché così com’è è davvero raccapricciante.
Passi per la disposizione che impone una distanza minima di 300 metri tra le sale da gioco e i luoghi sensibili (scuole, chiese, ospedali e via dicendo); bene anche l’istituzione della tessera del giocatore, che come abbiamo visto sarà una sorta di upgrade della tessera sanitaria; benissimo anche l’istituzione di un numero verde e di un fondo per la prevenzione e la cura della ludopatia.
Male, anzi, assurdo, l’articolo 10 che recita quanto segue:
Divieto di propaganda pubblicitaria del gioco d’azzardo.
1. La propaganda pubblicitaria del gioco d’azzardo è vietata nel territorio nazionale.
2. Chi trasgredisce al divieto di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 50.000 euro.
Vero è che Paola Binetti, deputato di Scelta Civica, ha tenuto a sottolineare il fatto che questo testo non è definitivo, e che nelle prossime settimane verrà stabilito un termine entro il quale sarà possibile presentare degli emendamenti. Però vietare completamente la pubblicità agli operatori del settore significa semplicemente farli scappare dall’Italia.
Chi mai avrebbe interesse a rimanere in un mercato nel quale non è possibile farsi conoscere, farsi pubblicità, fare marketing? Speriamo che, come già successo in passato, questa norma venga ampiamente rivista.