Che la ludopatia e il gioco d’azzardo compulsivo siano fenomeni con i quali non si deve scherzare è cosa nota, ma che addirittura una casalinga su quattro sia una giocatrice problematica, francamente, ci sembra un dato assurdo.
Che la ludopatia e il gioco d’azzardo compulsivo siano fenomeni con i quali non si deve scherzare è cosa nota, ma che addirittura una casalinga su quattro sia una giocatrice problematica, francamente, ci sembra un dato assurdo.
Che la ludopatia e il gioco d’azzardo compulsivo siano fenomeni con i quali non si deve scherzare è cosa nota, ma che addirittura una casalinga su quattro sia una giocatrice problematica, francamente, ci sembra un dato assurdo.
In qualità di sito informativo dedicato agli amanti dei giochi online (e non solo), ci siamo giustamente occupati spesso del problema della ludopatia, cioè della cosiddetta sindrome da gioco d’azzardo compulsivo. Un problema che c’è, esiste, non si può ignorare e va combattuto nel migliore dei modi possibile. Che sicuramente non è quello di fare cattiva informazione.
Il Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori) ha combattuto e spesso vinto tante battaglie nobili, ma questa volta ci pare abbia preso il provebiale granchio. Nulla di male, per carità, può capitare a tutti. Ma davvero c’è qualcuno che pensa che una casalinga su quattro sia affetta da ludopatia?
Già, perché secondo un’indagine promossa proprio dal Codacons, a soffrire di gambling compulsivo sarebbe il 25% delle casalinghe italiane, oltre al 17% dei pensionati. Per capire quanto siano improbabili questi dati, basta pensare che ad aprile 2012 le casalinghe italiane erano circa 5 milioni: questo significa che nel nostro Paese ci sarebbero 1.250.000 (sì, un milione e duecentocinquantamila!) donne che non possono fare a meno di giocare d’azzardo.
Sempre secondo questa indagine, anche un disoccupato su due presenterebbe “forme più o meno gravi di dipendenza dal gioco”. Quindi parliamo di all’incirca un altro milione e mezzo di italiani, che sommati alle casalinghe fanno quasi 3 milioni di ludopati. Ai quali vanno aggiunti pure il 17% di studenti e il 33% dei giocatori di video lottery.
Praticamente se non è vostra mamma o vostra nonna, se non è il vostro compagno di banco o un conoscente che purtroppo ha perso il lavoro, sarà la mamma o la nonna, il compagno di banco o il conoscente di un altro vostro amico, ad essere affetto da ludopatia. Delle volte basterebbe un briciolo di buon senso per evitare sparate del genere.