Luigi Marattin

Decreto Dignità, confronto D’Incà (M5S) - Marattin (PD): “Il gioco non è ludico, è azzardopatia”… “Solo una misura sloganistica”

Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Continuano i dibattiti accesi fra i sostenitori della lotta al gioco d’azzardo, con misure estreme e prime di fondamento, e chi sostiene che la lotta alla ludopatia dovrebbe essere affrontare in maniera più adeguata e sopratutto che sia di reale aiuto, per una prevenzione efficace.


A Sky Tg24 sul tema Decreto Dignità, sbarra, gioco d’azzardo, si sono confrontati Federico D’Incà e il deputato del PD, Luigi Marattin. Il grillino ha subito iniziato alzando toni: “Ci hanno accusati di aver alzato il Preu, cosa che è vera, per finanziare tutta la parte del Decreto che riguarda la decontribuzione per gli under 35. Ma siamo anche il primo Governo in tutta Europa che toglie la pubblicità al gioco d’azzardo. Questa è una cosa bella, è ben fatta ed è giusta. Basta con gli sponsor del gioco d’azzardo sulle magliette dei calciatori o calciatori, personaggi sportivi o altre persone con una forte immagine in tv che sono sponsor del gioco d’azzardo. Perché è gioco d’azzardo, è azzardopatia, non è ludopatia che è semplicemente giocare qualche volta per divertirsi. Non è un gioco ludico”.

Come ripotano anche i colleghi di agimeg, Federico D’Incà ha proseguito applaudendo la scelta dei suoi: “E’ una scelta politica importantissima, perché ricordo a tutti che nel 2017 il valore totale del gioco d’azzardo nel nostro paese, il totale dei giochi, è stato di oltre 100 miliardi di euro. Su un Pil di 1.600 miliardi, gli italiani giocano 100 miliardi, un sedicesimo. Sono cifre pazzesche. Soltanto nel Comune di Roma si giocano 2,7 miliardi di euro. Possiamo raccontarci quello che vogliamo, ma è un problema sociale ed il Movimento 5 Stello lo ha affrontato togliendo la promozione e la pubblicità che è uno dei mali più importanti e che ha prodotto un innalzamento di giocate fino ai 100 miliardi di euro”.

“Voglio ripeterlo - continua il grillino - qualcuno pensa di vincere con le slot machine, con il Gratta e Vinci e questi giochi, ma non vince nessuno. Parlo agli italiani: chi gioca perde sempre perché di fatto una parte del giocato viene incamerata dalla società concessionaria e una parte dallo Stato, ma lo Stato incamera qualcosa che poi spende in una misura multipla per poter aiutare quei milioni di persone che di fatto soffre di azzardopatia nel nostro Paese”.

E’ toccato poi all’onorevole Luigi Marattin replicare: “La differenza tra Movimento 5 Stelle e Pd è che loro credono che i problemi si risolvano semplicemente con uno slogan che è il più orecchiabile possibile. Loro dicono “vieto la pubblicità e risolvo il problema delle slot machine”, che è quello più pericoloso, quello che crea più dipendenza. Se voi aprite la relazione tecnica scritta da questo Governo dice che la pubblicità delle slot machine e videolottery è già praticamente a zero, quindi è una misura sloganistica”.

“Cosa bisogna fare per ridurre la dipendenza delle persone dalle slot? Primo, ridurre i punti gioco, come abbiamo fatto nella scorsa legislatura con l’accordo in Conferenza Stato-Regioni. Seconda cosa – ha concluso Marattin – bisogna mettere soldi contro la ludopatia, perché essendo una patologia serve un coinvolgimento anche delle associazioni mediche e sono un aiuto verso chi è affetto da quella patologia”.

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