Casinò Campione d’Italia

PD chiede intervento immediato per Campione d’Italia: “Doveroso un intervento di Salvini e Tria”

Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Dopo mesi dalla sua chiusura per fallimento, i dipendenti del Casinò di Campione d’Italia restano ancora in attesa di un intervento da parte del Governo che possa risolverla la situazione, diventata ormai drammatica. Pertanto in Senato tre senatori del PD hanno chiesto intervento immediato.


Come si legge dai colleghi di gioconews, in un'interrogazione ai ministri dell'Interno Matteo Salvini e a quello dell'Economia Giovanni Tria, i senatori del Pd Laura Garavini, Vito Vattuone e Tatjana Rojc ritengono "doveroso" un loro intervento e chiedono di sapere "quali iniziative urgenti" essi "intendano assumere, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze”, per la drammatica situazione vissuta dall'intera comunità di Campione d'Italia.

I tre senatori ricordano che il “Governo, fin dal 1933, ha autorizzato l'apertura di una casa da gioco con il fine di assicurare al Comune mezzi finanziari adeguati alla situazione” e che la “crisi della casa da gioco ha determinato lo stato di dissesto finanziario del Comune di Campione d'Italia con preoccupanti ricadute sociali e occupazionali; il nucleo Carabinieri di Campione d'Italia rappresenta l'unica forza di polizia a competenza generale presente sul territorio e in questi anni è stato chiamato a svolgere compiti impegnativi per quantità e importanza, in ragione, soprattutto, dell'extraterritorialità del Comune e della presenza della casa da gioco; a causa del dissesto finanziario, il Ministero dell'interno ha autorizzato il Comune a revocare, con effetto retroattivo, per il personale statale residente e operante in quel territorio, tra cui figura quello del nucleo Carabinieri, i benefici di cui alla legge n. 425 del 1989".

Infine ricordano che la "dichiarazione di fallimento della casa da gioco, il dissesto finanziario del Comune e la revoca dei benefici indispensabili per un tenore di vita accettabile, dato che la moneta circolante è il franco svizzero, stanno originando un cospicuo contenzioso".

Il Comune di Campione d'Italia, ricordano inoltre i tre senatori, “si trova in territorio svizzero e ha condizioni economico-finanziarie del tutto peculiari, ricadendo in una zona considerata area doganale della Confederazione elvetica, e deve far fronte con il proprio bilancio anche a spese non riconducibili alle funzioni di un Comune, ma più riferibili a competenze, funzioni e attività statali nonché ai rapporti con la Confederazione elvetica regolati da specifici accordi”.

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