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Decreto Dignità, presentati emendamenti per non far rientrare i casinò terrestri nello stop alla pubblicità

Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Al momento solo le lotterie tradizionali sarebbero esentate dallo stop alla pubblicità dei giochi previsto dal Decreto Dignità presentato da Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle, che tanto sta facendo discutere. C’è chi chiede lo stesso anche per i casinò terrestri.


Sono tre gli emendamenti presentati dagli onorevoli Silvia Fregolent e altri (PD); Andrea Mandelli e altri (FI); e Bruno Tabacci (Misto); la richiesta è pressoché simile, ovvero non vietare anche ai quattro casinò terrestri presenti sul suolo italiano la possibilità di farsi pubblicità.

Fregolent osserva che le case da gioco sono controllate da Comuni, Regioni e Ministero degli Interni e che in esse  ”prevale, sulle questioni di carattere economico, la necessità di condurre il gioco con la massima sicurezza, trasparenza e responsabilità, e occupano oltre 2.500 lavoratori”.

Tabacci si sofferma sulla concorrenza dei giochi in concessione: “Questo ha determinato una perdita di una quota significativa delle entrate assicurate agli enti pubblici territoriali. Bisogna quindi salvaguardare le casa da gioco terrestri; la continuità aziendale delle case da gioco; la loro capacità occupazionale e le loro funzioni cruciali per i contesti economici, sociali e culturali di riferimento”. Questo sarà possibile solo con l’esenzione dal divieto di pubblicità.

Quattro casinò (Sanremo, Venezia, Saint Vicent e Campione) che nel primo semestre del 2018 hanno raccolto oltre 137 milioni di euro, con le slot che hanno contribuito con il 64 percento. Sei mesi dove la sola a chiudere con un risultato positivo è stata la casa da gioco di Venezia, con un ottimo +7,29 percento ripetono alla scorso anno.

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