Macao, la capitale orientale del gioco d'azzardo

Casinò, notizie dal mondo: a 96 anni si ritira chi ha reso Macao capitale del gioco d’azzardo. Dopo il Taj Mahal, Carl Icahn vende il Tropicana

Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Stanley Ho, colui che ha reso Macao la nuova capitale mondiale del gioco d’azzardo, a 96 anni, ha deciso che è arrivato il momento di lasciare il trono. Dall’altra parte dell’oceano invece Carl Icahn è costretto a vedere anche il Tropicana Casino.


Si ritirerà a vita privata Stanley Ho, magnate di Hong Kong nato nel 1921. Oggi, a 96, e dopo aver reso Macao la nuova capitale del gioco d’azzardo, ha deciso di ritirarsi a vita privata. A breve rassegnerà le dimissioni da presidente e amministratore delegato della SJM Holdings Ltd.

Tutto però resterà nelle mani fidate della figlia Daisy Ho, la nuova regina di Macao, che dovrà seguire le orme del padre e continuare a far cresce il mondo dei casinò nella città di Macao. L’ex colonia portoghese, oggi regione autonoma situata sulla costa sud della Cina, non è forse ancora ai livelli di Las Vegas, ma l’obiettivo è arrivarci. Già oggi sono in tanti i gamblers provenienti da tutto il mondo che scelgono il fascino dell’oriente per giocare d’azzardo.

Spostandoci dall’altro lato dell’oceano, ecco un altro triste capitolo per i casinò di Atlantic City. E ancora una volta il colpevole è lui, Carl Icahn. Quest’ultimo ha ceduto il Tropicana Entertainment per 1,85 miliardi di dollari alla  Gaming and Leisure Properties e alla Eldorado Resorts.

Aveva prelevato il Tropiacana nel 2008, quando la casa da gioco era sull’orlo della bancarotta, a causa della crisi che colpì tutta Atlantic City. Carl Icahn dovrà però versare una serie di imposta che ammonterebbero a 100 milioni di dollari. Tuttavia,, è il secondo casinò che chiude i battenti o che passa di proprietà per via della cattiva gestione di Carl Icahn. Ricordiamo la vicenda del Trump Taj Mahal.

Hard Rock acquista il Trump Taj Mahal
Hard Rock acquista il Trump Taj Mahal

Carl Icahn chiuse nel 2016 il Trump Taj Mahal, acquistato anni prima, dopo una lunga lotta con lavoratori e sindacati, e l’anno dopo prese la decisone di venderlo. Sono in molti infatti che considerano il signor Icahn un furbetto, che dall’operazione Trump Taj Mahal ci avrebbe solo guadagnato, e con il Tropicana pare aver fatto lo stesso.

Ricordiamo inoltre che il Senato dello Stato del New Jersey punì il miliardario Carl Icahn per la sua decisione di chiudere il Taj Mahal. Gli fu vietato di possedere una licenza di casinò per i prossimi cinque anni.

Il commento del presidente democratico del Senato, Steve Sweeney, fu: “Il progetto di legge impedirà a Carl Icahn di possedere la licenza di un casinò chiuso a tempo indeterminato. I proprietari di casinò non dovrebbero manovrare il sistema sfruttando leggi fallimentari, rompere con i sindacati e portare via i diritti e i benefici dei lavoratori. L'industria del gioco di Atlantic City è ovviamente in un momento non roseo, sopratutto a causa della concorrenza da parte di altri stati, ma la risposta non è di impegnarsi in pratiche che puniscono i lavoratori”.

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