Vivere facendo il giocatore professionista di Blackjack si può

La rivista Forbes intervista giocatore professionista di Blackjack: “A Las Vegas è ancora possibile vincere ai tavoli di 21”

Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

C’è chi dice che ormai non è più profittevole fare il giocatore professionista di blackjack ai tavoli dei casinò di Las Vegas. Le casa da gioco negli ultimi anni son diventate sempre più protettive nei propri confronti, scoraggiando con qualsiasi mezzo i professionisti del tanto amato 21.


Ormai si trovano tavoli di blackjack con sei mazzi di carte, e seppure esistono ancora tavoli con uno o de mazzi, questi sono super controllati dall’occhio vigile della casa da gioco, che al primo sospetto invita il giocatore a lasciare il posto. Eppure c’è chi ancora riesce a vivere, o sopravvivere, facendo il giocate professionista di poker, e di recente la rivista Forbes ha pubblicato proprio un’intervista fatta ad uno di questi giocatori di 21 privilegiati.

Nell’articolo il nome del giocatore non viene rivelato, ma viene semplicemente chiamato con il nome di fantasia Steve. Questi racconto che dopo il 2008, con lo scoppio della crisi economica, anche l’industria dei casinò è stata ovviamente colpita. Prima infatti si potevano trovare tavoli di blackjack con puntate fino a 25mila dollari, mentre oggi al massimo si arriva 500 dollari per mano. Se si punta di più, subito arriva qualcuno della sicurezza.

Eppure, nonostante questi siano giorni difficili anche per i professionisti del blackjack, Steve afferma di uscire ancora a vivere di questo, dedicandosi al gioco per 5 o 6 giorni la settimana, giocando in 36 casinò differenti e senza portare con se più di 6mila dollari. Però al massimo gioca dalle 25 alle 100 mani, poi cambia aria, Questo per non attirare l’attenzione, che al dire il vero, dopo il 2008 è calata dice Steve. Non prestano così attenzione al tuo gioco, e se si accorgono che stai contando, ti invitano a lasciare o di giocare ad altro. Non studiano più il tuo gioco a lungo come un tempo.

Il pro afferma poi di non preferire un casinò in particolare, ma di girare sempre, giocando sia ai casinò sulla Strip che nel centro città. Tuttavia, per non attirare troppo l’attenzione su di se, cambia sempre look. A volte si fa crescere la barba, altre volte no. A volte gioca con gli occhiale, altre no. Insomma cerca di modificare il proprio aspetto di continuo e giocando in 36 posti differente è facile non dare nell’occhio con look sempre nuovi.

Altre regole che si è dato per continuare a vivere di blackjack sono altrettanto semplici. In primis, quando entra in un casinò e si dirige ai tavoli di 21, sa benissimo che più mazzi ci sono e meno occhi avrai addosso. Un tavolo con sei mazzi dovrebbe infatti scoraggiare un professionista, ma in vedrà Steve dice che ai casinò non piace che i giocatori stiano lì ad aspettare il mescolamento delle carte, quindi bisogna fare attenzione a dove viene posizionata la ‘cut card’. Più a fondo ci sarà il taglio del mazzo e meno si dovrà aspettare per il mescolamento delle carte. Questa è insomma la prima cosa che guarda Steve quando si approccia ad un tavolo.

Dunque, nonostante la crisi e la guerra dei casinò contro i contatori di carte, vivere di blackjack a Las Vegas è ancora possibile, e Steve non è il solo che fa di questo gioco il suo lavoro, ma lui stesso che in città ci sono probabilmente altri cento professionisti di 21.

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