Elezioni 2018

Ecco i programmai elettorali in tema gioco dei partiti politici candidati alle prossime Elezioni 2018

Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Mancano ormai pochissimo a domenica 4 marzo, giorno in cui gli italiani voteranno il prossimo governo che ci guiderà. Molti avranno già le idee chiare, altri saranno invece ancora indecisi, che magari si convinceranno dopo aver letto i programmi in tema gioco dei partiti candidati alle Elezioni 2018.


Le Politiche del 4 marzo sono alle porte e per chi è ancora indeciso, magari può chiarirsi le idee leggendo i programmi elettorali in tema gioco dei partiti candidati alle prossime Elezioni 2018. Una ricerca svolta dai colleghi di agimeg.

Partiamo da Lega nord e dal programma elettorale di Matteo Salvin, che in tema gioco scrive: “Si calcola che la “spesa”, termine tecnico per indicare l’ammontare delle perdite dei giocatori, sia pari a 19,5 miliardi. Dato ottenuto sottraendo le Vincite dalla Raccolta. Dividendo tale cifra per il numero dei contribuenti, si ha una spesa pro-capite di 478 euro, circa la metà di quanto mediamente pagato dagli italiani per Imu e Tasi sulla seconda casa nelle città capoluogo. Vogliamo controlli fiscali più stringenti; autorizzazione all’installazione delle slot machine solo in luoghi deputati (no bar, distributori ecc); incrementare distanza minima dai luoghi sensibili (scuole e centri di aggregazione giovanile) di almeno altri 1.000 mt (attualmente è di 500 mt)”. Inoltre, per potenziamento e l’ammodernamento degli investimenti dell’impiantistica sportiva, la Lega intende fare un “prelievo di una % da scommesse e giochi, mentre il prelievo di una % sui diritti televisivi sportivi sarebbe utilizzato per contrastare la dipendenza dal gioco (ludopatia)”.

Fratelli d’Italia con Alessandra Meloni punta invece il dito sull’evasione fiscale: “È inaccettabile […] che la Corte dei Conti abbia contestato alle società di gioco d’azzardo 98 miliardi e lo Stato spera di recuperarne appena 2,5”.

Alessandro Di Battista (M5S) da Fabio Fazio
Alessandro Di Battista (M5S) da Fabio Fazio

E come sappiamo i più ostili nei confronti del gioco d’azzardo sono quelli del Movimento 5 Stelle. “Lotta alle dipendenze (con particolare riguardo ad alcol, fumo, tossicodipendenze e gioco d’azzardo patologico – GAP). 1) Divieto assoluto di pubblicità sponsorizzazioni: così si frena l’azzardo on line, si libera la stampa e si smette di allettare nuove vittime. 2) Trasparenza finanziaria per le società dell’azzardo; contrasto all’infiltrazione malavitosa e al conflitto di interessi; divieto di finanziamento alla politica. 3)  Abolizione dei concessionari , che incassano centinaia di milioni  l’anno senza garantire la legalità sono in conflitto con le finalità dello Stato. 4)  Eliminazione del machines gambling (Slot machines, videolottery) e forti limitazioni alle forme di azzardo con puntate ripetute. 5) Obbligare all’utilizzo di una tessera personale per prevenire l’azzardo minorile , impostare limite di spesa, tracciare flussi di denaro sospetti. 6) Campagne informative nelle scuole e sui media; avvertenze (come per le sigarette) su tagliandi, schedine, schermi dei dispositivi elettronici. 7)  Più risorse a Forze dell’ordine e Magistratura e istituzione di nuclei specializzati per il contrasto dell’illegalità e dell’azzardo. 8) Fissare un tetto massimo all’azzardo; maggior potere a Regioni e Comuni di ulteriori azioni a tutela dei cittadini. Stop alle scommesse virtuali all’interno degli ippodromi e riorganizzazione della lega ippica italiana”.

Nella coalizione del Centrosinistra  (Pd, Insieme, Civica Popolare, +Europa, non viene affrontato il tema del gioco nel proprio programma elettorale.

Nei partiti minori, che ad oggi non sono di certo i favoriti per salire al potere, abbiamo Destre Unite che nel proprio programma scrive: “Lo Stato deve guidare e sostenere i suoi cittadini e non opprimerli o sfruttarli. […] Punto fondamentale di una tale ridefinizione dello Stato è certamente la lotta alla ludopatia e la cancellazione dello “Stato biscazziere”: nuove norme devono uniformare, a livello nazionale, la situazione, contrastando il gioco diffuso e introducendo politiche di recupero e sostegno per i soggetti colpiti e per le famiglie. Al tempo stesso, non potendo eticamente “far cassa” sulla salute dei cittadini, occorre rivedere integralmente le politiche legate ai Monopoli dello Stato, destinando comunque e in formula totale le risorse incamerate da quei settori dedicati alla cura, alla ricerca e alle politiche di contrasto alle dipendenze”.

Di gioco parla anche Popolo per la Costituzione: “Norme più restrittive rispetto alla presenza indiscriminata di sale gioco nei pressi di luoghi sensibili (scuole,impianti sportivi,ecc.) e contro ogni forma di pubblicità del gioco d’azzardo”.

Infine, il tema è trattato anche da SudTiroler Volkspartei, che in riferimento alle entrare accise e al gioco d’azzardo, scrive: “Revisione delle norme sull’ordinamento finanziario”.

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