Cosa ha spinto Stephen Paddock ad uccidere 58 persone?

Strage Mandalay Bay: hanno tentato di far ricadere la colpa sul gioco d’azzardo, cercando di sviare il reale problema delle armi

Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Diciamola tutta, hanno tentato in tutti i modi di far ricadere la colpa sul gioco d’azzardo nella strage del Mandalay Bay Hotel & Casino. In tutti i modi hanno cercato un movente legato a grosse somme perse alle slot machine dal folle Stephen Paddock. Ma nulla hanno trovato. Era solo per non parlare del reale problema delle armi.


Il primo ottobre Stephen Paddock, dalla sua camera d’albergo al Mandalay Bay, ha ucciso 58 persone, sparando a caso sulla folla che in quel momento stava assistendo ad un concerto di musica country. Subito dopo la strage si è suicidato, senza lasciare indizi sul suo folle gesto.

Nelle ore successive alla strage si è scavato nella vita di Stephen Paddock, cercando di capire cosa l’avesse spinto a compiere un tale gesto. E subito è venuto fuori che era un assiduo frequentatore dei casinò di Las Vegas, un giocatore compulsivo amante sopratutto delle slot machine.

Era infatti noto alle casa da gioco di Las Vegas, tanto che i casinò gli offrivano alloggio gratis, un prassi comune a coloro che vengono considerati in greco delle “Balene”, ovvero giocatori High Stakes, che giocano tanto tempo e tanti denaro.



E Stephen Paddock era uno di loro, uno delle Balene, ma non era di certo un giocatore perdente, anzi, veniva considerato un vero giocatore skillato. Lui stesso durante una deposizione per una causa civile contro il Cosmopolitan Hotel, ha ammesso di essere “il più grande giocatore di videopoker al mondo, nessuno giocava più di me o più a lungo, nel 2006 avevo una media di 14 ore al giorno, 365 giorni all’anno”.

Un giocatore incallito, si, ma poteva permetterselo, dato che il suo conto in banca non era per niente azzerato. Insomma era un uomo ricco, che si divertiva a giocare, forse un po’ troppo, ma nulla è emerso sul fatto che possa essere andato broke, e che quindi questo possa essere il movente della sua follia omicidio.

Di recente è poi emerso che prendesse del Valium per controllare l’ansia. Di certo non era un uomo stabile mentalmente, ma che abbia ucciso perché ha perso tutto al gioco, è solo un modo per distogliere l’attenzione sul reale problema, ovvero quello delle armi.

A qualcuno dà fastidio che si parli di armi, ma la realtà è che negli ultimi anni sono aumentate sempre più le uccisioni di massa per mano di folli che possedevano legalmente un arsenale in casa, alcuni, come Stephen Paddock, anche accuratamente modificate per farle diventare delle vere e propri armi da guerra.

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