Tavolo della roulette

Casinò e Curiosità: Norman Leigh, il giocatore che mise in ginocchio il casinò di Nizza grazie al sistema 'Labouchere'

Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

L’impresa di Norman Leigh risale agli anni ’30 circa, in quell’attimo di pace fra le due guerre mondiali, la prima appena terminata, la seconda pronta a scoppiare. Lui assieme ad altri 12 membri, reclutati con un annuncio sul giornale, vinsero ben 58mila sterline, cifra di tutto rispetto ai tempi.

 

La storia ci racconta di un Norman Leigh ossessionato dal gioco d’azzardo, o più precisamente ossessionato nel trovare un metodo per vincere alla roulette. Dopo anni arrivò alla conclusione che per batter il banco occorreva un metodo matematico, un buon capitale di partenza e giocare in gruppo su tutte le chances.

 

Il metodo che utilizzo fu la ‘Labouchere’, applicata però al contrario, ovvero: aumentare le puntate dopo una vittoria e abbassare le puntate dopo una sconfitta. In questo modo si cercava di limitare le esposizione, decidendo a proprio il capitale massimo da perdere.

 

Ma per riuscire nella sua impresa aveva bisogno di un gruppo e allora ecco che mise un annuncio mascherato sul giornale locale di Barnemouth in Inghilterra. Nell’annuncio c’era scritto “Riviera Francese. Partecipazione attiva ad un’impresa in Costa Azzurra. Quota 250 sterline”. All’epoca non erano pochi. In tanti risposero e Norman Leigh ne scelse solo dodici per la sua impresa. Un mix di personaggi trasformati, dopo un duro tirocinio, in delle vere e proprie macchine da gioco. All’attaccò fu fatto a Nizza, dove giocarono su un tavolo unico su tutte e sei le chance in due turni.

Casinò di Nizza

Norman Leigh ebbe anche la premura di informare il direttore del casinò che avrebbe utilizzato un metodo matematico, assicurandosi che dunque non avrebbero avuto problemi. rassicurato del direttore si misero all’opera e in otto giorni di duro lavoro vinsero ben 58mila sterline. A quel punto il direttore, messe alle strette, dovette allontani nonostante la promessa fatta e li denuncio pure, facendoli inserire nella black list dei clienti non desiderati dai casinò francesi.

 

Tuttavia, in molti pensano che la loro sia stata solo fortuna e che il direttore ha sbagliato a non farli continuare, perché da lì a poco avrebbero perso tutto il capitale. Norman Leigh ha poi scritto un libro su tale storia, intitolato “Tredici contro il banco” (Thirteen against the bank). "Noi tredici abbiamo provato che un gruppo di persone determinate, lavorando con metodo scientifico può battere il casinò rispettando le regole”. (Norman Leigh)

 

 

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