Phil Ivey e il Crockfords Casino, si va in aula

Un quotidiano inglese ha messo le mani sui documenti arrivati in tribunale: Phil Ivey e il celebre casinò londinese andranno in aula. Secondo il Crockfords, il celebre giocatore di poker avrebbe barato per vincere quasi 8 milioni di sterline.

Un quotidiano inglese ha messo le mani sui documenti arrivati in tribunale: Phil Ivey e il celebre casinò londinese andranno in aula. Secondo il Crockfords, il celebre giocatore di poker avrebbe barato per vincere quasi 8 milioni di sterline.

E alla fine tribunale fu. La vicenda che ha coinvolto Phil Ivey, celebre giocatore di poker americano, e il Crockfords Casino di Londra, si è trascinata per oltre un anno e adesso le due parti si ritroveranno in aula. Il Daily Mail, quotidiano britannico, ha pubblicato infatti i dettagli dei documenti inviati dalla sala da gioco terrestre e dal Tiger Woods del poker alla corte.

Ma ricapitoliamo brevemente i fatti. Il 22 agosto 2012, Ivey chiede e ottiene una partita privata di Punto Banco (variante del baccarat) al Crockfords Casino. La partita dura due sere consecutive e Ivey riesce a vincere 7,8 milioni di sterline. A questo punto però il casinò si rifiuta di pagare, accusando il giocatore di aver barato.

I documenti in possesso del Daily Mail contengono anche la versione del giocatore di colore, che si definisce un “advantage player”, cioè un giocatore che utilizza qualsiasi metodo legale per ottenere un vantaggio rispetto al normale edge del casinò. In quella particolare partita, Ivey ammette di aver avuto al suo fianco qualcuno (una certa “Kelly”), capace di identificare alcuni errori di fabbricazione nei mazzi di carte utilizzati.

Dunque da una parte il casinò accusa Ivey di aver barato, dall’altra Phil si difende dicendo che non è colpa sua se i mazzi di carte erano difettosi. Naturalmente la comunità pokeristica in questo caso si è schierata dalla parte del giocatore. Particolarmente azzeccato il commento di tale ‘davmcg’ sul forum di 2+2: “Nel Regno Unito, la definizione di barare è ‘interferenza con il processo con il quale il gioco è condotto’. Se i giudici riterranno che Ivey abbia manipolato le carte e abbia quindi interferito, perderà la causa. Ma io non credo, perché è stato il casinò ad accontentare le sue richieste”.

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